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🗓️ 09 Jan 2026   🌍 Europe

L’Affare Paragon: spyware, scandalo e la guerra nell’ombra contro i giornalisti italiani

Mentre si moltiplicano le accuse sull’uso di spyware israeliani contro giornalisti italiani, la premier Meloni nega ogni illecito - mentre i magistrati scavano per arrivare alla verità.

Nel cuore dell’inverno politico romano, si addensa una tempesta attorno alla presunta sorveglianza di giornalisti da parte dei servizi d’intelligence italiani. Al centro c’è “Graphite”, un potente spyware sviluppato dall’azienda israeliana Paragon, e un governo determinato a dimostrare la propria innocenza. Con stampa, politica e procure impegnate in uno scontro ad alta tensione, l’Italia si trova davanti a domande scomode su privacy, potere e prezzo della sicurezza nell’era digitale.

Spyware sotto i riflettori

Lo scandalo è esploso dopo che sono emerse accuse secondo cui giornalisti italiani, tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, sarebbero stati presi di mira da uno spyware sofisticato. Il software in questione - Graphite - appartiene a Paragon, una società israeliana di cybersicurezza nota per vendere strumenti di sorveglianza digitale a governi di tutto il mondo. Strumenti del genere possono infiltrarsi negli smartphone, estrarre messaggi e monitorare le chiamate, diventando risorse preziose nel mondo opaco dell’intelligence.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sotto una pressione crescente, ha messo nero su bianco la propria posizione in conferenza stampa: “Graphite non è stato usato per spiare giornalisti italiani”, ha dichiarato, facendo forte affidamento su un rapporto del giugno 2025 del Copasir, il comitato parlamentare che vigila sui servizi d’intelligence. Quel rapporto, ha sottolineato, è stato unanime nello scagionare governo e apparati d’intelligence da responsabilità in questa vicenda.

Eppure, la controversia non accenna a spegnersi. La stessa Meloni ha riconosciuto che due procure stanno indagando attivamente su possibili abusi. Ha rimarcato la trasparenza del suo governo, affermando che i servizi d’intelligence stanno fornendo “tutto il supporto necessario” alle indagini in corso. Per ora, cammina su una linea sottile - difendendo l’integrità delle istituzioni, ma ammettendo che l’ultima parola spetterà ai tribunali.

Ricadute politiche e sfiducia pubblica

L’opposizione politica, guidata da Matteo Renzi, ha colto l’occasione per attaccare. Renzi richiama l’attenzione su un triplicarsi, nell’arco di un decennio, dei budget dell’intelligence, giustificato dalla lotta alla guerra ibrida e alle minacce cyber, e si chiede come risorse del genere possano essere usate in modo improprio o controllate male. “I telefoni degli italiani vengono spiati con soldi pubblici?” ha incalzato, pretendendo una risposta chiara da Meloni. Il sottotesto: anche se il governo non ha spiato i giornalisti, l’ipotesi che qualcun altro lo abbia fatto - utilizzando spyware acquistati dallo Stato - solleva interrogativi pesanti su vigilanza e responsabilità.

Per l’Italia, l’affare Paragon è più di uno scandalo di spionaggio. È una prova di tenuta democratica di fronte a tecnologie di sorveglianza in rapidissima evoluzione, dove il confine tra sicurezza legittima e intrusione illecita diventa sempre più sfumato.

Conclusione

Mentre le indagini proseguono, lo scandalo Paragon si impone come un monito per le democrazie di tutto il mondo. In un universo di minacce invisibili e sorveglianza onnipresente, la sfida non è soltanto proteggere la sicurezza nazionale - ma anche difendere le libertà che definiscono una società aperta.

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  • Spyware: Lo spyware è un software che monitora o sottrae di nascosto informazioni dal tuo dispositivo senza il tuo consenso, mettendo a rischio la tua privacy e i tuoi dati.
  • Intelligence Agency: Un’agenzia di intelligence raccoglie e analizza informazioni per tutelare la sicurezza nazionale e supportare le azioni del governo contro minacce come cyberattacchi e spionaggio.
  • Copasir: Copasir è il comitato parlamentare italiano che controlla le attività dei servizi segreti e garantisce la sicurezza della Repubblica.
  • Hybrid Warfare: La guerra ibrida combina tattiche militari, cyber e informative per destabilizzare gli avversari, consentendo a Stati o gruppi di provocare disordini senza un conflitto diretto.
  • Judicial Inquiry: Un’inchiesta giudiziaria è un’indagine formale condotta dalle autorità legali per accertare fatti e responsabilità, spesso a seguito di incidenti o violazioni di cybersicurezza.
Spyware Italian Journalists Political Scandal

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