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👤 LOGICFALCON
🗓️ 25 Feb 2026  

IA all’attacco: perché il 2026 potrebbe essere l’anno in cui la cybersecurity affronta il suo nemico più temibile

Un nuovo sondaggio rivela che l’intelligenza artificiale è destinata a superare i difensori umani, con i professionisti IT europei che si preparano a un’era di deepfake, attacchi guidati dall’IA e caos normativo.

Nelle sale operative dei reparti IT europei, l’inquietudine cresce. Con l’avvicinarsi del 2026, un nuovo nemico incombe più grande che mai: l’intelligenza artificiale. Secondo l’ultimo report ISACA “Tech Trends and Priorities Pulse 2026”, oltre la metà dei professionisti della cybersecurity teme ormai che minacce alimentate dall’IA e deepfake domineranno il campo di battaglia digitale. Eppure, mentre gli strumenti d’attacco diventano più intelligenti, i difensori ammettono di essere tutt’altro che pronti.

L’ascesa delle minacce informatiche guidate dall’IA

Per anni, ransomware e phishing sono stati gli incubi che tenevano svegli i CISO. Ora, lo spettro dell’intelligenza artificiale - capace di generare deepfake convincenti, automatizzare il social engineering e sfruttare vulnerabilità alla velocità delle macchine - li ha eclissati tutti. Il sondaggio ISACA dipinge un quadro netto: il 63% dei professionisti indica il social engineering potenziato dall’IA come la minaccia più significativa per il 2026, seguito a breve distanza da ransomware ed estorsione (54%). Gli attacchi deepfake non sono molto indietro, con quasi il 60% che esprime preoccupazione.

Nonostante l’urgenza, solo una frazione delle organizzazioni dichiara di essere “molto preparata” a questi rischi. La stragrande maggioranza ammette che le proprie difese sono solo “abbastanza” o “non molto” adeguate, rivelando un pericoloso divario di prontezza. Questa mancanza di preparazione è aggravata da crescenti richieste normative, con nuove leggi come la NIS2 dell’UE, DORA e l’AI Act che aggiungono livelli di complessità alla conformità. In modo allarmante, solo un professionista IT su cinque si sente “completamente pronto” a rispettare questi standard.

Conformità, continuità e il fattore umano

Con l’inasprirsi delle regole, le organizzazioni si affannano per recuperare terreno. Due terzi dei rispondenti affermano che la conformità è ormai una priorità assoluta e il 62% sottolinea la continuità operativa e la resilienza. Eppure, l’attenzione resta reattiva - guidata dalla risposta agli incidenti più che dalla modellazione delle minacce o dalla gestione strategica del rischio. Molti programmi di cybersecurity sono costruiti per soddisfare checklist, non per proteggere davvero gli asset critici.

La carenza di talenti non fa che approfondire la crisi. Sebbene il 62% delle organizzazioni preveda di assumere per ruoli di audit, risk e cybersecurity nel 2026, quasi la metà si aspetta difficoltà nel trovare candidati qualificati. Solo il 18% è fiducioso nella propria pipeline di talenti, proprio mentre fiducia digitale e competenze tecniche diventano più vitali che mai.

IA: arma e scudo

Paradossalmente, l’IA non è solo l’attaccante - è anche la difesa. La maggior parte delle organizzazioni prevede di investire pesantemente in IA e machine learning per la sicurezza, ma avverte che il successo dipende da una governance solida, dati di alta qualità e formazione continua della forza lavoro. Dati inaffidabili potrebbero compromettere proprio le soluzioni pensate per salvarle.

La roadmap di ISACA per il 2026 esorta le organizzazioni ad affrontare la complessità normativa, stabilire framework di governance dell’IA, riqualificare i team, modernizzare le infrastrutture legacy e testare rigorosamente i piani di resilienza. Il messaggio è chiaro: solo chi si adatta in modo rapido e strategico supererà la tempesta dell’IA in arrivo.

Con l’avvicinarsi del 2026, il campo di battaglia digitale è destinato a diventare più imprevedibile - e spietato. La corsa è iniziata, non solo per superare in astuzia un’IA fuori controllo, ma per battere sul tempo la nostra stessa compiacenza. Nell’era delle minacce intelligenti, la sopravvivenza dipenderà dal restare un passo avanti - per progetto, non per disastro.

WIKICROOK

  • Deepfake: Un deepfake è un contenuto multimediale generato dall’IA che imita l’aspetto o la voce di persone reali, spesso usato per ingannare creando video o audio falsi ma convincenti.
  • IA generativa: L’IA generativa è un’intelligenza artificiale che crea nuovi contenuti - come testo, immagini o audio - spesso imitando creatività e stile umani.
  • Ransomware: Il ransomware è un software malevolo che cifra o blocca i dati, chiedendo un pagamento alle vittime per ripristinare l’accesso ai propri file o sistemi.
  • Business Continuity: La Business Continuity è la capacità di un’azienda di continuare a operare durante e dopo interruzioni, come gli attacchi informatici, grazie a piani efficaci e strategie di ripristino.
  • Threat Modeling: Il threat modeling è il processo di identificare gli asset, valutare le potenziali minacce e pianificare le difese per proteggersi dai rischi di cybersecurity.
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