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👤 CRYSTALPROXY
🗓️ 03 Feb 2026  

Panico nel cloud: i cybercriminali sfruttano le paure sullo spazio di archiviazione in una sofisticata raffica di phishing

Una nuova ondata di attacchi di phishing fa leva sull’ansia degli utenti per i limiti di archiviazione nel cloud: ecco come funziona la truffa e come proteggerti.

Tutto inizia con una semplice email urgente: “Il tuo spazio di archiviazione nel cloud è quasi pieno. Esegui l’upgrade ora o rischi di perdere i tuoi file.” Per milioni di persone che si affidano ai servizi cloud per proteggere la propria vita digitale, questo messaggio scatena un panico immediato. Ma dietro l’avviso si nasconde un inganno astuto - uno che sta intrappolando utenti ignari e convogliando le loro credenziali direttamente nelle mani dei cybercriminali.

Anatomia di una truffa digitale

Il phishing è da tempo l’arma preferita dei cybercriminali, ma l’attuale campagna “spazio di archiviazione nel cloud in esaurimento” è particolarmente insidiosa. La truffa sfrutta una realtà quotidiana: la maggior parte degli utenti si affida a piattaforme cloud - come Google Drive, Dropbox o OneDrive - per conservare di tutto, dalle foto più care ai documenti aziendali critici. Imitando avvisi legittimi sui limiti di spazio, gli aggressori aggirano i sospetti e spingono a una risposta affrettata.

Le email sono realizzate con cura meticolosa, spesso copiando branding, linguaggio e perfino gli indirizzi del mittente dei veri fornitori di servizi cloud. Il messaggio include in genere un pulsante o un link con etichette come “Esegui l’upgrade dello spazio” o “Libera spazio”. Cliccando, la vittima viene portata su una pagina di login contraffatta, visivamente indistinguibile da quella autentica.

Una volta inserite le credenziali, le informazioni vengono trasmesse direttamente agli aggressori. Con questi dati, i cybercriminali possono accedere non solo allo spazio cloud, ma potenzialmente anche agli account email collegati, a informazioni finanziarie e a documenti sensibili. Per le aziende, le conseguenze possono essere catastrofiche: violazioni di dati, attacchi ransomware e danni reputazionali.

Perché questa truffa funziona?

Il genio di questa ondata di phishing sta nella manipolazione psicologica. L’ansia da spazio di archiviazione - la paura di perdere l’accesso a file critici - crea un senso di urgenza. La vittima, disperata all’idea di perdere ricordi digitali o lavoro vitale, è meno propensa a esaminare l’email o a controllare l’URL prima di inserire la password. Gli aggressori sfruttano questo panico di un attimo con effetti devastanti.

Gli analisti di sicurezza avvertono che campagne di questo tipo stanno diventando più frequenti e sofisticate, spesso utilizzando violazioni di dati in tempo reale e credenziali trapelate per colpire individui specifici. I tradizionali filtri antispam potrebbero non intercettare queste email, poiché linguaggio e formattazione somigliano molto alle comunicazioni legittime.

Restare al sicuro nel cloud

Gli esperti raccomandano una sana dose di scetticismo. Verifica sempre l’indirizzo del mittente, passa il cursore sui link per controllare l’URL di destinazione e non inserire mai credenziali su una pagina raggiunta tramite un’email non richiesta. Abilita l’autenticazione a due fattori quando possibile e monitora regolarmente i tuoi account per individuare attività insolite.

Man mano che l’archiviazione nel cloud diventa sempre più parte integrante delle nostre vite, la vigilanza è la migliore difesa contro i cybercriminali che fanno leva sulle nostre paure digitali.

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  • Phishing: Il phishing è un crimine informatico in cui gli aggressori inviano messaggi falsi per indurre gli utenti a rivelare dati sensibili o a cliccare su link malevoli.
  • Raccolta di credenziali: La raccolta di credenziali è il furto di dati di accesso, come nomi utente e password, spesso tramite siti web falsi o email ingannevoli.
  • Two: L’autenticazione a due fattori (2FA) è un metodo di sicurezza che richiede due diversi tipi di identificazione per accedere a un account, rendendo più difficile l’hacking.
  • Ransomware: Il ransomware è un software malevolo che cifra o blocca i dati, chiedendo un pagamento alle vittime per ripristinare l’accesso ai propri file o sistemi.
  • Filtro antispam: Un filtro antispam è un software che rileva e blocca email indesiderate o sospette, aiutando a proteggere gli utenti dalle truffe e riducendo il disordine nella casella di posta.
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