Da Hacktivista a Imputata: Gli Stati Uniti portano in tribunale una sabotatrice informatica legata alla Russia
Una cittadina ucraina è sotto processo negli Stati Uniti per aver presumibilmente orchestrato attacchi informatici contro infrastrutture critiche come parte di gruppi hacktivisti sostenuti dalla Russia.
Sembra la trama di un techno-thriller: gruppi hacktivisti nell’ombra, legami con il Cremlino e un piano per avvelenare l’acqua degli Stati Uniti. Ma non è finzione. In una mossa rara, le autorità americane hanno estradato Victoria Eduardovna Dubranova, cittadina ucraina di 33 anni, per rispondere alle accuse di aver aiutato gang informatiche legate alla Russia a condurre una guerra digitale contro infrastrutture critiche americane.
Hacktivismo con il sostegno dello Stato
Secondo i procuratori statunitensi, Dubranova non era una semplice cybercriminale. È accusata di aver contribuito a guidare CARR e NoName057(16), due noti collettivi hacktivisti russi. Questi gruppi si sono attribuiti la responsabilità di centinaia di attacchi contro sistemi vitali, in particolare lanciando attacchi di tipo distributed denial-of-service (DDoS) contro infrastrutture pubbliche e private.
Ma ciò che distingue questi gruppi è il presunto patrocinio statale. Documenti giudiziari e fonti di intelligence affermano che sia CARR che NoName057(16) sono sostenuti da finanziamenti e supporto operativo del governo russo. L’atto d’accusa cita persino un ordine di ottobre 2018 del presidente Vladimir Putin che avrebbe dato il via al programma DDoS proprietario di NoName057(16), sottolineando il coinvolgimento diretto dello Stato.
Nel mirino la rete idrica
Le accuse vanno oltre il semplice vandalismo digitale. Dubranova e i suoi complici avrebbero preso di mira sistemi idrici pubblici, mettendo a rischio intere comunità. Funzionari dell’EPA avvertono che tali manomissioni potrebbero avere gravi conseguenze per la salute pubblica, evidenziando la dura realtà della guerra informatica moderna: il confine tra danno digitale e danno fisico si sta assottigliando.
Offuscamento e geopolitica
Le autorità sostengono che questi gruppi hacktivisti fungano da copertura per operazioni di intelligence russa, utilizzando hacker civili per mascherare atti di sabotaggio sponsorizzati dallo Stato. I loro obiettivi non si limitano agli Stati Uniti; hanno colpito anche sostenitori della NATO e interessi americani all’estero, nell’ambito di una più ampia campagna per promuovere gli obiettivi geopolitici della Russia.
La battaglia legale in arrivo
Dubranova si è dichiarata non colpevole e il processo è previsto per l’inizio del 2025. Se condannata, rischia pene severe - fino a 27 anni di reclusione. L’azione del Dipartimento di Giustizia segnala una crescente volontà di oltrepassare i confini per chiamare a rispondere i sabotatori informatici stranieri, anche mentre i gruppi hacktivisti si adattano e si moltiplicano.