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👤 CIPHERWARDEN
🗓️ 25 Oct 2025   🗂️ Threats    

Il punto cieco della cybersecurity: perché la sala del consiglio e la sala server parlano lingue diverse

Il divario di percezione tra dirigenti e team di cybersecurity in prima linea è più di un semplice problema di comunicazione: è una vulnerabilità crescente che potrebbe determinare la prossima grande violazione.

Dati Rapidi

  • Il 93% dei professionisti della cybersecurity intervistati si dichiara fiducioso nella gestione del rischio informatico, ma solo il 19% dei manager di livello intermedio si sente "molto fiducioso".
  • I dirigenti hanno più del doppio delle probabilità rispetto ai team operativi di valutare la propria organizzazione come pronta a fronteggiare le minacce informatiche.
  • I problemi di comunicazione tra leadership e operatori spesso nascondono vulnerabilità reali.
  • Fusioni, sistemi legacy e "shadow IT" possono introdurre rischi nascosti invisibili ai vertici aziendali.
  • Il divario di percezione può portare a un sottoinvestimento nelle risorse critiche per la cybersecurity.

Dentro il divario di percezione: una storia di due realtà

Immaginate una torre di uffici in fermento: all’ultimo piano, i dirigenti si riuniscono attorno a tavoli lucidi, esaminando grafici e matrici di rischio con calma sicurezza. Molto più in basso, nelle rumorose sale server, i team di cybersecurity sono chini su monitor lampeggianti, con lo sguardo che salta tra allarmi e registri. Entrambi i gruppi vogliono la stessa cosa - protezione - ma la loro visione del campo di battaglia non potrebbe essere più diversa.

Il Bitdefender 2025 Cybersecurity Assessment mette in luce questa divisione. Sebbene quasi tutti gli intervistati dichiarino un certo livello di fiducia, si apre un abisso tra chi prende le decisioni e chi è in prima linea digitale. I leader di livello C - CEO, CIO, CISO - hanno il doppio delle probabilità di sentirsi pronti alla prossima ondata di attacchi informatici rispetto ai manager di livello intermedio, che vivono e respirano il rischio operativo.

Come siamo arrivati a questo punto?

Questo divario non è nuovo, ma sta crescendo man mano che le minacce informatiche diventano più complesse. Storicamente, i consigli di amministrazione e i dirigenti si sono concentrati sui rischi generali e sulla conformità, mentre i team tecnici affrontano la routine quotidiana di correggere vulnerabilità e inseguire attività sospette sulla rete. Quando la comunicazione vacilla, le minacce reali possono passare inosservate.

Il problema si intensifica durante i momenti di sconvolgimento aziendale - come fusioni o rapida espansione. All’improvviso, sistemi legacy ereditati e software dimenticati - definiti "shadow IT" - emergono, esponendo l’azienda a pericoli invisibili. Questi dettagli sono ovvi per gli operatori, ma spesso invisibili ai vertici, generando un falso senso di sicurezza al comando.

La famigerata violazione di Target del 2013 è un esempio da manuale: mentre i dirigenti credevano che le difese fossero solide, gli aggressori sono entrati tramite un fornitore terzo, sfruttando vulnerabilità trascurate. Le costose conseguenze hanno evidenziato i pericoli delle percezioni non allineate.

Colmare il divario: dai punti ciechi a una strategia condivisa

Come possono quindi le organizzazioni ridurre il divario? Gli esperti concordano: tutto inizia con una comunicazione onesta e bidirezionale. I dirigenti devono cercare informazioni dal campo, comprendendo non solo la propensione al rischio ma anche le dure realtà della difesa informatica moderna. Al contrario, i team operativi traggono beneficio dal vedere come le priorità aziendali influenzano le decisioni di sicurezza.

Rapporti del World Economic Forum e di Gartner confermano quanto rilevato da Bitdefender: le organizzazioni con una forte collaborazione tra leader aziendali e tecnici sono molto più resilienti. Investire in dashboard condivisi, briefing regolari sulle minacce e workshop trasversali può trasformare i punti ciechi in punti di forza collettivi.

In un’epoca in cui le minacce informatiche evolvono più rapidamente che mai - e in cui la pressione normativa si fa più intensa - colmare il divario di percezione non è solo buona governance. È una questione di sopravvivenza.

La prossima grande violazione potrebbe non arrivare da un hacker astuto o da un exploit zero-day, ma dall’interno - radicata in incomprensioni e mancanza di comunicazione. Le organizzazioni che prospereranno saranno quelle in cui la visione della sala del consiglio e la vigilanza della sala server finalmente si allineano, formando un fronte unito contro un nemico comune.

WIKICROOK

  • Superficie di attacco: La superficie di attacco è l’insieme di tutti i possibili punti in cui un attaccante potrebbe tentare di entrare o estrarre dati da un sistema o una rete.
  • Shadow IT: Lo shadow IT è l’uso di sistemi o strumenti tecnologici all’interno di un’organizzazione senza approvazione ufficiale, spesso causando rischi per la sicurezza e la conformità.
  • Sistemi legacy: I sistemi legacy sono hardware o software obsoleti ancora in uso, spesso privi di protezioni di sicurezza moderne e fonte di rischi informatici.
  • CISO (Chief Information Security Officer): Un CISO è il dirigente responsabile della strategia di sicurezza delle informazioni e dei dati di un’azienda, supervisionando le politiche di cybersecurity e la gestione del rischio.
  • Propensione al rischio: La propensione al rischio è il livello di rischio che un’organizzazione è disposta ad accettare per raggiungere i propri obiettivi, bilanciando le preoccupazioni di sicurezza con gli obiettivi aziendali.

CIPHERWARDEN CIPHERWARDEN
Cyber Encryption Architect
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