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🗓️ 20 Jan 2026   🌍 Europe

Il buco nero STEM: perché il settore pubblico italiano è bloccato nel passato

Sottotitolo: Una grave carenza di talenti scientifici e tecnologici lascia la pubblica amministrazione italiana pericolosamente impreparata alla trasformazione digitale.

Immaginate una nave enorme che naviga in acque insidiose: l’equipaggio è esperto di carte, scartoffie e diritto, ma conta a malapena una manciata di persone capaci di leggere le stelle o riparare il motore. Benvenuti a bordo della pubblica amministrazione italiana, dove l’assenza di professionisti STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) sta alimentando silenziosamente una crisi dalle implicazioni nazionali.

I numeri sono al tempo stesso sconvolgenti ed elusivi. Mentre il governo italiano parla in grande di trasformazione digitale, nessuno sa dire con certezza quanti dei suoi 3,2 milioni di dipendenti abbiano davvero un background STEM. Gli uffici del personale non lo sanno. I ministeri non lo sanno. L’intero sistema procede alla cieca.

Le stime sul campo sono fosche: meno del 3% dei lavoratori pubblici ha una formazione tecnica - e la maggior parte, in realtà, appartiene a una coorte che invecchia, radicata nell’IT tradizionale, lontana anni luce dall’attuale mondo digitale guidato dall’IA, orientato all’utente e interoperabile. Persino tra questi rari profili STEM, solo la metà è considerata pronta a guidare una vera innovazione. Restano così appena 16.000 dipendenti pubblici in grado di condurre la modernizzazione - decisamente troppo pochi per un Paese di 60 milioni di abitanti.

Perché così pochi? Le ragioni sono sistemiche. Salari competitivi e percorsi di carriera per specialisti tecnici sono quasi inesistenti, e una mentalità giuridico-amministrativa domina la maggior parte delle istituzioni. I giovani laureati STEM vedono pochi incentivi a entrare, sapendo che raramente andranno oltre ruoli IT ristretti. Nel frattempo, la vecchia guardia - quelli che hanno costruito i primi sistemi digitali - sta uscendo di scena, e le proposte di mantenerli in servizio fino a 70 anni sono un tampone, non una soluzione.

Il governo sta cercando di reagire. Le riforme del ministro Paolo Zangrillo hanno accelerato le assunzioni e abbassato l’età media dei lavoratori, riservando al contempo il 10% dei nuovi posti nel settore pubblico a specialisti digitali. Ma con sole 20.000 nuove assunzioni autorizzate per il 2025, si tratta di appena 2.000 posizioni tech - una goccia nel mare. Peggio ancora, senza dati accurati sul talento STEM già presente, non c’è modo di fissare obiettivi realistici o misurare i progressi. È come camminare al buio, sperando di raggiungere una destinazione che non si riesce nemmeno a definire.

Questa mancanza di consapevolezza costa cara. I professionisti STEM di talento già nel sistema vengono spesso sepolti dalla burocrazia, con competenze sprecate. Il rischio: la trasformazione digitale dell’Italia resta superficiale, guidata da consulenti e fornitori esterni, con la cultura di base immutata e l’innovazione che si arresta prima ancora di cominciare davvero.

La soluzione parte da un passo semplice e radicale: mappare quali competenze esistono e dove. Solo allora la pubblica amministrazione potrà fissare traguardi ambiziosi ma realistici, creare percorsi di carriera attrattivi per le menti tecniche e investire in una formazione continua che integri prospettive giuridiche, amministrative e tecniche. La trasformazione digitale non consiste solo nell’acquistare nuovo software - significa cambiare il DNA delle istituzioni. Con il 2026 che incombe come anno decisivo, l’Italia deve trovare il coraggio di guardarsi allo specchio e, finalmente, agire.

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  • STEM: STEM si riferisce a Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica - discipline chiave che forniscono competenze essenziali per la cybersicurezza e le carriere tecnologiche.
  • Interoperabilità: L’interoperabilità è la capacità di sistemi o organizzazioni diversi di lavorare insieme senza intoppi, condividendo informazioni e coordinando azioni senza ostacoli tecnici.
  • Turnover: Il turnover è il tasso con cui i dipendenti lasciano e vengono sostituiti, con potenziali impatti sulla cybersicurezza attraverso la perdita di conoscenze e l’aumento della vulnerabilità.
  • IA (Intelligenza Artificiale): L’Intelligenza Artificiale (IA) consente ai computer di svolgere compiti che di solito richiedono intelligenza umana, come apprendimento, ragionamento e presa di decisioni.
  • Trasformazione digitale: La trasformazione digitale è l’adozione di tecnologie digitali per modernizzare le operazioni, migliorare l’efficienza e potenziare le esperienze dei clienti.
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