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🗓️ 06 Mar 2026   🌍 Europe

Il costoso segreto del rame: la crisi energetica che si nasconde nelle nostre vecchie reti Internet

Mentre la domanda digitale cresce vertiginosamente, le reti in rame obsolete drenano silenziosamente enormi quantità di energia - rendendo la fibra ottica non solo un aggiornamento tecnologico, ma un’imperativa urgenza climatica.

Quando guardi un film in streaming, partecipi a una videochiamata o controlli l’app della tua smart home, l’ultima cosa a cui pensi è l’elettricità che alimenta la tua connessione. Eppure, sotto la superficie delle nostre vite digitali, le reti in rame invecchiate che ancora costituiscono la spina dorsale di gran parte dell’internet europeo stanno bruciando energia a ritmi impressionanti - sprecando corrente, denaro e tempo prezioso nella lotta contro il cambiamento climatico. La vera battaglia per una connettività sostenibile si sta combattendo non nei laboratori di innovazione, ma nella lenta e ostinata transizione dal rame alla fibra?

L’appetito del mondo per i servizi digitali è esploso - oltre il 74% della popolazione globale è ormai online, e l’Italia vanta oltre l’86% di connettività domestica. Ma mentre internet è ormai essenziale quanto l’elettricità o l’acqua, pochi si rendono conto del costo ambientale del semplice mantenere vive quelle connessioni.

Al centro del problema ci sono le reti di accesso legacy - soprattutto quelle basate su tecnologie in rame come ISDN, ADSL e FTTC. Pur servendo una fetta di utenti in diminuzione, questi sistemi obsoleti rappresentano quasi il 90% del consumo elettrico della rete. La loro inefficienza è strutturale: gli apparati di telecomunicazione assorbono quasi la stessa potenza sia quando sono a pieno carico sia quando sono appena utilizzati, il che significa che dispositivi in rame inattivi in tutto il Paese stanno collettivamente drenando energia anche mentre gli utenti migrano verso linee in fibra più veloci.

I numeri sono netti. Una transizione completa alla fibra fino a casa (FTTH) potrebbe ridurre il consumo energetico annuo della rete italiana da 550 GWh a soli 77 GWh - una riduzione equivalente a togliere 80.000 auto dalla strada. A livello globale, con le telecomunicazioni che costituiscono un quarto del consumo energetico dell’ICT, la posta ambientale è ancora più alta, soprattutto nei Paesi che dipendono ancora dai combustibili fossili per la produzione di elettricità.

Perché la fibra consuma così tanta meno energia? Due ragioni: l’hardware in fibra è intrinsecamente più efficiente, con alcuni dispositivi che non richiedono affatto elettricità; e servono meno dispositivi per servire lo stesso numero di utenti, riducendo drasticamente sia l’energia sia le esigenze di manutenzione. Ma il paradosso energetico rimane: finché le reti in rame vengono lasciate parzialmente attive - al servizio di un numero sempre più ridotto di utenti “legacy” - gran parte del loro assorbimento persiste. I veri guadagni arrivano solo quando intere aree geografiche spengono il rame definitivamente, non attraverso una migrazione a pezzi.

Il tempo stringe. Ogni anno trascorso a mantenere reti doppie cristallizza emissioni e costi evitabili. Eppure l’inerzia, l’esitazione degli utenti e la necessità di supportare servizi critici rendono la transizione complessa. Tuttavia, il quadro è chiaro: servono politiche coordinate, incentivi mirati e tempistiche coraggiose per mandare in pensione il rame e sbloccare tutti i benefici ambientali, economici e di resilienza della fibra.

La transizione alla fibra non riguarda solo la velocità - riguarda la sopravvivenza. Mentre il mondo corre verso la decarbonizzazione, il costo energetico nascosto della nostra infrastruttura internet è un campo di battaglia che non possiamo permetterci di ignorare. Nella guerra per un futuro digitale sostenibile, spegnere il rame potrebbe essere la singola mossa più potente che ci resta.

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  • FTTH (Fiber To The Home): FTTH è una banda larga in fibra ottica che si collega direttamente alle abitazioni, consentendo un internet ad alta velocità rapido, affidabile e sicuro per gli stili di vita digitali moderni.
  • ISDN (Integrated Services Digital Network): ISDN è una tecnologia di trasmissione digitale per inviare voce e dati sulle tradizionali linee telefoniche in rame, oggi per lo più sostituita da soluzioni broadband più recenti.
  • ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line): ADSL è una tecnologia broadband che utilizza linee telefoniche in rame, offrendo velocità di download superiori a quelle di upload, comunemente usata per internet domestico e per piccole imprese.
  • Switch: Uno switch collega i dispositivi in una rete, inoltrando i dati solo ai destinatari previsti. Migliora l’efficienza, la sicurezza e consente la segmentazione della rete.
  • Intensità di carbonio: L’intensità di carbonio è la quantità di CO₂ emessa per unità di elettricità generata, influenzando l’impatto ambientale delle operazioni digitali e di cybersecurity.
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