Chi possiede il ghiaccio? La musica generata dall’IA scatena il caos del copyright alle Olimpiadi Milano-Cortina
Mentre alle Olimpiadi invernali debuttano colonne sonore composte dall’IA, atleti, artisti e colossi tech si scontrano su chi paga la musica.
Sotto le luci abbaglianti di Milano-Cortina 2026, i riflettori olimpici non sono puntati solo sugli atleti: lo sono anche sulla musica che riecheggia nelle arene del ghiaccio. Per la prima volta, brani generati dall’IA si sono affiancati ai classici successi come paesaggio sonoro per pattinatori e danzatori. Ma dietro performance senza sbavature si nasconde un campo minato legale: chi possiede davvero i diritti della musica creata dagli algoritmi, e chi è responsabile quando i confini del copyright si fanno sfocati?
Il copyright ha sempre seguito da vicino la creatività alle Olimpiadi, ma mai si era mosso così in fretta. A Milano, lo spagnolo Tomàs-Llorenç Guarino Sabaté ha rischiato di perdere la possibilità di esibirsi su un medley di canzoni del film “Minions” a causa di una disputa sui diritti scoppiata all’ultimo minuto. Solo un’ondata di sostegno online e negoziazioni rapide hanno salvato la sua routine. Nel frattempo, l’americana Amber Glenn ha ricevuto sia elogi da Madonna sia una lamentela pubblica dal compositore Sebastian McKinnon per le sue scelte musicali.
Ma lo shock più grande è arrivato dai danzatori su ghiaccio cechi Katerina Mrazkova e Daniel Mrazek, che si sono esibiti su un brano generato dall’intelligenza artificiale nello stile dei Bon Jovi - così convincente che solo gli esperti riuscivano a distinguerlo dall’originale. Il brano IA, “One Two by AI (of 90s style Bon Jovi),” prendeva persino in prestito testi da veri successi dei Bon Jovi e dei New Radicals, sollevando domande urgenti: se un’IA imita lo stile di un artista o cita testi originali, è ancora un’opera originale? E, cosa ancora più importante, chi paga per il privilegio di usarla?
Dal 2014, i pattinatori devono ottenere licenze per la musica con testi, un cambiamento rispetto ai tempi in cui dominavano i brani classici di pubblico dominio. Ora, l’International Skating Union (ISU) raccomanda alle squadre di usare piattaforme come ClicknClear per assicurarsi i diritti, ma la rete di permessi - che copre esecuzione pubblica, trasmissione e sincronizzazione - è diventata di una complessità vertiginosa. Medley e brani generati dall’IA moltiplicano i grattacapi legati alle licenze, spesso cogliendo di sorpresa gli atleti proprio alla vigilia dei loro momenti più importanti.
Recenti decisioni dei tribunali europei, come GEMA v. OpenAI in Germania, stanno ridisegnando il panorama del copyright per l’IA. Il tribunale di Monaco ha stabilito che usare musica protetta da copyright per addestrare modelli di IA - soprattutto quando quei modelli possono riprodurre porzioni sostanziali di testi originali - viola la legge sul diritto d’autore, a meno che non si ottenga un consenso esplicito. In modo cruciale, il tribunale ha respinto l’argomento secondo cui l’addestramento dell’IA sarebbe semplicemente “text and data mining”, rilevando che la memorizzazione persistente e la riproduzione di opere creative oltrepassano il limite legale.
Per gli atleti, questi grovigli legali non sono solo teorici: possono mandare in fumo anni di preparazione. La posizione flessibile dell’ISU sulla musica IA può indurre le squadre a evitare del tutto le licenze, ma il rischio di cause legali ora si estende dai pattinatori agli stessi sviluppatori degli strumenti di IA. Mentre i regimi di licenza cercano affannosamente di recuperare terreno, il ghiaccio olimpico sta rapidamente diventando un campo di battaglia per colossi tech, artisti e atleti, ciascuno in equilibrio sul ghiaccio sottile della legge sul copyright.
Man mano che la musica generata dall’IA diventa una presenza fissa negli eventi globali, l’esigenza urgente di regole sul copyright chiare e unificate è innegabile. Senza di esse, lo spirito creativo che definisce sia lo sport sia le arti rischia di essere congelato dall’incertezza e dal contenzioso - lasciando i migliori interpreti del mondo al freddo.
WIKICROOK
- IA: IA, o Intelligenza Artificiale, è una tecnologia che consente alle macchine di imitare l’intelligenza umana, apprendendo dai dati e migliorando nel tempo.
- Pubblico dominio: Il pubblico dominio si riferisce a risorse che chiunque può usare, modificare o condividere senza restrizioni legali, spesso favorendo la collaborazione aperta nella cybersicurezza.
- Diritti di sincronizzazione: I diritti di sincronizzazione sono permessi per usare musica con contenuti visivi, come in video o pubblicità, garantendo conformità legale e tutela del copyright.
- Opera derivata: Un’opera derivata è una nuova creazione costruita a partire da, o che incorpora parti di, un’opera esistente protetta da copyright, spesso richiedendo autorizzazione per l’uso o la distribuzione.
- Eccezione per text and data mining: Una norma legale che consente agli utenti di analizzare contenuti protetti da copyright per ricavarne informazioni, limitandone però la riproduzione. Vitale per la cybersicurezza, la ricerca e l’analisi dei dati per l’IA.