Google multata per 2,95 miliardi di euro: lo scontro europeo sull’Ad Tech
L’UE infligge a Google un’altra multa record per antitrust, mettendo in luce la feroce battaglia per il dominio della pubblicità digitale.
In breve
- La Commissione Europea ha multato Google per 2,95 miliardi di euro per abuso di posizione dominante nella pubblicità digitale (settembre 2025).
- Google sta facendo ricorso contro la decisione, definendo il verdetto ingiustificato e dannoso per le imprese europee.
- Questa è la quarta multa superiore al miliardo di euro inflitta dall’UE a Google per violazioni antitrust dal 2017.
- L’indagine è iniziata a giugno 2023, concentrandosi sulle pratiche di Google nell’ad tech.
- Lo stesso giorno, la CNIL francese ha imposto a Google una multa separata di 325 milioni di euro per violazioni della privacy.
Europa vs. Google: il gigante digitale sotto assedio
Immaginate un vivace mercato digitale dove un solo gigante detta le regole, gestisce le bancarelle e decide chi ottiene i posti migliori. Agli occhi dell’UE, Google è stato proprio quel gigante - usando il suo potere per plasmare il panorama della pubblicità online. Il 7 settembre 2025, la Commissione Europea ha lanciato il suo ultimo attacco: una multa impressionante di 2,95 miliardi di euro, accusando Google di aver sfruttato la sua posizione dominante per estromettere la concorrenza nel settore dell’ad tech.
Secondo le conclusioni della Commissione, Google avrebbe favorito i propri servizi pubblicitari a scapito dei rivali. Questo, sostengono i regolatori, ha soffocato la concorrenza e limitato le scelte per inserzionisti ed editori in tutta Europa. L’UE ha inoltre ordinato a Google di interrompere questi comportamenti anticoncorrenziali e di adottare misure per prevenire futuri conflitti di interesse.
La replica di Google: “Ingiustificato e dannoso”
Google, prevedibilmente, non accetta la sanzione senza reagire. Lee-Anne Mulholland, responsabile globale della regolamentazione dell’azienda, ha contestato pubblicamente il verdetto dell’UE, sostenendo che la multa è “ingiustificata” e che le modifiche imposte potrebbero danneggiare migliaia di imprese europee che dipendono dall’ecosistema pubblicitario di Google. L’azienda insiste che le sue pratiche sono corrette e che il mercato dell’ad tech è più competitivo che mai.
Il colosso tecnologico intende fare ricorso, ripetendo un copione già visto nelle precedenti battaglie legali con le autorità europee. Questo nuovo scontro prosegue una lunga lotta tra i giganti della Silicon Valley e i regolatori europei sempre più determinati.
Un’abitudine da miliardi: la storia antitrust di Google
Non è la prima volta che Google si confronta con i regolatori europei. Dal 2017, l’azienda ha affrontato una serie di sanzioni da miliardi di euro per comportamenti anticoncorrenziali:
- 2017: 4,34 miliardi di euro per pratiche illegali nell’ecosistema mobile Android, rafforzando il dominio di Google nella ricerca online.
- 2018: 2,42 miliardi di euro per aver limitato la concorrenza nei servizi di comparazione degli acquisti online.
- 2019: 1,49 miliardi di euro per aver impedito alle agenzie pubblicitarie rivali di inserire annunci su siti partner.
Ogni caso ha sottolineato la determinazione dell’UE a vigilare sui Big Tech, spesso fissando precedenti globali nella regolamentazione dei mercati digitali.
Ad Tech sotto la lente
Al centro dell’ultima multa c’è il complesso mondo dell’“ad tech” - la macchina digitale che abbina annunci e utenti su miliardi di pagine web. I regolatori sostengono che il controllo di Google sia sul lato dell’acquisto che su quello della vendita della pubblicità online le abbia dato un vantaggio sleale, come un arbitro che possiede anche la squadra.
L’indagine, iniziata a giugno 2023, ha preso di mira le pratiche della piattaforma pubblicitaria di Google - richiamando preoccupazioni già sollevate negli Stati Uniti e altrove, dove i legislatori hanno accusato Google di aver creato un “giardino recintato” che esclude i rivali. Secondo Reuters e The Verge, queste indagini globali stanno alimentando richieste di regole antitrust più severe e persino di uno smembramento dei giganti tecnologici.
Sanzioni sulla privacy e prospettive future
L’offensiva regolatoria non si è fermata all’antitrust. Lo stesso giorno della multa UE, la CNIL francese ha inflitto a Google un’ulteriore sanzione da 325 milioni di euro per aver inserito annunci in Gmail senza il consenso adeguato degli utenti e per aver violato le regole sui cookie - un promemoria che privacy e concorrenza sono sempre più intrecciate.
Mentre Google si prepara a una nuova battaglia legale, la posta in gioco è alta non solo per un’azienda, ma per il futuro del mercato digitale. I regolatori riusciranno finalmente a mettere un freno ai Big Tech, o i giganti si adatteranno e resisteranno? La risposta potrebbe plasmare il prossimo decennio di internet.
WIKICROOK
- Antitrust: Le leggi antitrust impediscono alle aziende di abusare della posizione dominante o di soffocare la concorrenza, garantendo pratiche commerciali corrette e tutela dei consumatori.
- Ad Tech: L’Ad Tech comprende piattaforme e strumenti che consentono l’acquisto, la vendita e la gestione di annunci digitali su vari canali online.
- Posizione dominante: Una posizione dominante si verifica quando un’azienda controlla una grande quota di mercato, ottenendo un potere significativo su concorrenti e clienti.
- Cookie: Un cookie è un piccolo file di dati memorizzato nel tuo browser per ricordare attività, preferenze o dati di accesso sui siti web.
- Ricorso: Un ricorso è un procedimento legale in cui un’azienda contesta la decisione di un’autorità presso un tribunale superiore, chiedendo una revisione e un possibile annullamento.